Traduzione del Poster in ITA

Nazione: Inghilterra, Regno Unito

Affiliazione: Università di Stanford

Argomenti di ricerca: Didattica della matematica

“Da molti anni diffondo messaggi di equità, spiegando come, quando rendiamo la matematica più accessibile, visiva e creativa e trasmettiamo messaggi diversi agli studenti, si ottengono risultati equi. Tuttavia, non tutti vogliono ascoltare questo messaggio. Alcune persone che vivono all’interno del castello STEM vogliono tenere la porta chiusa o invitare nel castello solo persone che assomigliano a loro e appaiono come loro”.

“Avevo un’insegnante che era una donna e che era diversa da qualsiasi altro insegnante che avessi mai avuto. Ci faceva domande del tipo: “Volete sapere perché funziona?”. Mi piaceva molto questo suo modo di fare e adoravo il suo insegnamento. È stato proprio in quegli anni di insegnamento che ho iniziato a vedere la matematica in modo diverso, come una materia più visiva e creativa.”

“Il mio consiglio per gli studenti di qualsiasi età è questo: se incontrate delle sfide, accettatele, sono davvero ottime per il vostro cervello. Se incontrate degli ostacoli, trovate il modo di aggirarli. Ci sono sempre modi diversi di pensare, lavorare e agire. Se incontrate delle opposizioni , come è successo a me, entrate in contatto con altre persone – questo è importante – e puntate sempre alle stelle, perché anche se non le raggiungerete, intraprendere quel viaggio sarà utile, soprattutto se la vostra prospettiva è senza limiti.”

“Come società – non solo nelle nostre scuole – dobbiamo calibrare la nostra paura culturale di sbagliare e di lottare, poiché entrambi sono momenti di grande importanza e valore per lo sviluppo delle conoscenze e della creatività del nostro cervello”.

Informazioni su JO BOALER

Ha conseguito la laurea in psicologia e aveva intenzione di diventare una psicologa dell’educazione. Ma per farlo, nel Regno Unito, è necessario aver insegnato per alcuni anni. Così ha deciso di insegnare matematica. La scelta derivava dal fatto che quando studiava matematica a scuola, le interessava molto il motivo per cui la matematica fosse così difficile da imparare per alcuni suoi amici. Le piaceva aiutarli, spiegare loro ciò che non avevano capito e discuterne insieme. A 17/18 anni, ha dovuto scegliere le materie da studiare per gli A-level, nel sistema scolastico inglese funziona in questo modo. Le piacevano l’inglese, la letteratura e la matematica. Sua madre, una donna con convinzioni femministe, l’ha incoraggiata con forza a scegliere matematica proprio perché era una ragazza, convinta che fosse importante affermarsi in un campo tradizionalmente dominato dagli uomini. La scuola però le impose di scegliere tra matematica e inglese, ritenendole discipline troppo distanti tra loro, e questo l’ha costretta a prendere una decisione difficile. Una volta intrapreso il percorso matematico, si è trovata immersa in un ambiente composto quasi esclusivamente da uomini, con uno stile di insegnamento poco sensibile alle questioni di genere. Tuttavia, all’Open University, un’università che permette a ogni studente di seguire qualsiasi corso desideri senza prerequisiti accademici vincolanti, ha avuto una docente che si distingueva dagli altri. Questa insegnante proponeva un approccio diverso, più interrogativo e coinvolgente, chiedendo agli studenti se volessero davvero capire perché certi procedimenti funzionassero in quel modo. Grazie a lei la Boaler ha iniziato a percepire la matematica come una materia più visiva e creativa.

La Formula di JO BOALER